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31/08/2026Social, adolescenti e intelligenza artificiale: proteggere le relazioni senza demonizzare la tecnologia

Articolo de Il Messaggero del 27 agosto 2026, a firma di Damiano D’Agostino, dedicato a social network, minori, parental control e chatbot, con dichiarazioni di Paola Calò, vicesegretaria della Società Italiana di Psichiatria.
Paola Calò, vicesegretaria della Società Italiana di Psichiatria: «Preoccupante è l’utilizzo elevato e crescente dei social come modalità sostitutiva alla realtà». Attenzione anche all’uso dei chatbot come confidenti.
Il rapporto tra adolescenti, social network e intelligenza artificiale torna al centro del dibattito internazionale. Negli Stati Uniti, Meta ha accettato un patteggiamento nell’ambito della causa promossa da 48 Stati americani, impegnandosi a introdurre nuove limitazioni all’utilizzo di Facebook e Instagram da parte dei minori.
Come racconta Il Messaggero in un articolo di Damiano D’Agostino, tra le misure previste figurano un limite massimo di utilizzo giornaliero, il blocco durante le ore notturne e una modalità dedicata all’orario scolastico, con la disattivazione delle notifiche.
Interventi che si inseriscono in un confronto molto più ampio sulla necessità di tutelare bambini e adolescenti nell’ambiente digitale e sulla reale efficacia di divieti, restrizioni e strumenti di parental control.
Social progettati per mantenere l’attenzione
Il problema, infatti, non riguarda soltanto il numero di ore trascorse davanti allo smartphone, ma anche le caratteristiche stesse delle piattaforme.
«I social hanno meccanismi personalizzati, feed e autoscrolling, per cui il tempo di ingaggio può aumentare», spiega Paola Calò, vicesegretaria della Società Italiana di Psichiatria.
Secondo Calò, a livello internazionale si sta andando verso una maggiore regolamentazione delle piattaforme digitali, con l’obiettivo di proteggere bambini e adolescenti durante una fase particolarmente delicata dello sviluppo.
Una regolamentazione che, precisa, non significa assumere una posizione contraria alla tecnologia: «Non per demonizzare la tecnologia, s’intende, ma per proteggere alcune vulnerabilità che sono importanti nella fase evolutiva, aree fondamentali. Come il sonno e le relazioni».
L’adolescenza rappresenta infatti una fase essenziale per la costruzione dell’identità, delle relazioni interpersonali e del senso di appartenenza. In questo periodo un utilizzo eccessivo delle piattaforme digitali può interferire con esperienze fondamentali per lo sviluppo.
Quando il digitale diventa sostitutivo della realtà
Per la Società Italiana di Psichiatria, uno degli aspetti ai quali prestare maggiore attenzione è proprio la funzione che i social finiscono per assumere nella quotidianità dei ragazzi.
«Preoccupante è l’utilizzo elevato e crescente, cioè come modalità sostitutiva alla realtà», sottolinea Calò.
Accanto al tempo trascorso online esistono inoltre altri elementi di rischio, dall’esposizione al cyberbullismo fino alla possibilità di incontrare contenuti violenti o che promuovono comportamenti alimentari patologici.
La questione, dunque, non può essere ridotta alla semplice contrapposizione tra accesso e divieto. Proteggere gli adolescenti significa anche accompagnarli nella costruzione di un rapporto più consapevole con gli strumenti digitali, preservando il sonno, le relazioni e gli spazi di esperienza nella vita reale.
Anche l’intelligenza artificiale entra nella vita emotiva degli adolescenti
Il dibattito riguarda ormai anche l’intelligenza artificiale generativa e i chatbot.
Secondo un’indagine di Save the Children citata nell’articolo, il 42% degli adolescenti utilizza ChatGPT per ricevere consigli emotivi o scolastici e anche in situazioni nelle quali si sente solo o in ansia.
Un fenomeno che apre una questione ulteriore: uno strumento digitale può essere utile per cercare informazioni o supportare alcune attività, ma non dovrebbe trasformarsi in un sostituto delle relazioni interpersonali o delle figure alle quali rivolgersi nei momenti di difficoltà.
Su questo punto Calò invita alla prudenza: «Bisogna evitare ChatGPT come confidente».
Il tema non è quindi demonizzare le nuove tecnologie, ma comprenderne il ruolo nella vita degli adolescenti e stabilire confini capaci di tutelare una fase dello sviluppo nella quale il confronto con gli altri, le relazioni reali, il sonno e le esperienze sociali hanno un’importanza fondamentale.
Famiglie, scuola, professionisti della salute e istituzioni sono chiamati ad accompagnare bambini e adolescenti verso un utilizzo più consapevole del digitale, affinché social network e intelligenza artificiale rimangano strumenti e non diventino progressivamente sostituti della realtà e delle relazioni umane.
