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01/07/2026Ansia da esame: dalla maturità all’appello universitario come affrontare la paura della prova

Articolo di Valeria Pini per La Repubblica
L’ansia prima di un esame, di una maturità, di un concorso o di una prova universitaria è un’esperienza comune. Per molte persone rappresenta una tensione gestibile che, in qualche misura, aiuta a prepararsi e a dare il meglio di sé. In alcuni casi, però, la paura può diventare così intensa da bloccare completamente la persona, portandola a rimandare continuamente gli esami o addirittura ad abbandonare percorsi scolastici e universitari.
È il fenomeno dell’ansia da esame invalidante, una condizione che può colpire adolescenti, universitari e adulti e che va ben oltre la normale preoccupazione legata a una prova importante.
Secondo Guido Di Sciascio, presidente della Società Italiana di Psichiatria e direttore del Dipartimento di Salute Mentale della ASL di Bari, l’ansia è innanzitutto una risposta fisiologica e naturale.
«L’ansia è un fenomeno fisiologico che serve a stimolarci nelle attività che dobbiamo affrontare», spiega Di Sciascio. «A volte la paura ci frena ma riusciamo a gestirla; altre volte invece può paralizzare e diventare invalidante».
Quando questo accade, i sintomi possono manifestarsi sia sul piano fisico sia su quello psicologico. Tra i segnali più frequenti vi sono tremori, palpitazioni, sudorazione, tensione muscolare, nausea, senso di oppressione o difficoltà respiratoria. Sul piano emotivo e cognitivo possono comparire difficoltà di concentrazione, paura di dimenticare tutto, incapacità di rilassarsi, irritabilità e una costante sensazione di apprensione.
Nei casi più severi l’ansia può evolvere in veri e propri attacchi di panico. Si tratta di episodi improvvisi caratterizzati da una paura intensa e apparentemente incontrollabile, accompagnata da sintomi fisici importanti come tachicardia, tremori, vertigini, senso di soffocamento, dolore al petto e paura di perdere il controllo, impazzire o morire.
Chi sperimenta un attacco di panico spesso sviluppa anche il timore che possa ripetersi, entrando in un circolo vizioso che aumenta ulteriormente l’ansia legata all’esame o alla situazione da affrontare.
Secondo Di Sciascio, quando la paura della prova raggiunge questi livelli è importante non limitarsi a gestire il singolo episodio, ma affrontare il problema in modo strutturato.
«Se la manifestazione del timore dell’esame si presenta in modo acuto, come nel caso dell’attacco di panico, a volte può essere necessario un farmaco, ma consigliamo sempre un percorso di cura che aiuti la persona a gestire queste paure nel tempo», sottolinea il presidente SIP.
Accanto agli interventi specialistici, esistono anche strategie utili per ridurre la tensione quotidiana. Pianificare lo studio, evitare maratone notturne sui libri, mantenere una regolare attività fisica, concedersi pause e preservare il sonno sono elementi che possono contribuire a migliorare la gestione dello stress. Anche le tecniche di mindfulness e gli esercizi di respirazione possono aiutare a contenere l’ansia nei momenti più difficili.
Tuttavia, quando il disagio diventa persistente e compromette la possibilità di sostenere esami o proseguire il proprio percorso di studio, è importante rivolgersi a uno specialista.
«Non esiste una soluzione uguale per tutti», conclude Di Sciascio. «Ogni ragazzo ha una storia diversa e dietro l’ansia da esame possono esserci problemi differenti. Il compito dello specialista è comprendere le cause del disagio e costruire una cura personalizzata. La buona notizia è che sia l’ansia da esame sia gli attacchi di panico possono essere affrontati e curati efficacemente».
Il messaggio degli esperti è quindi chiaro: l’ansia può essere una normale compagna delle sfide importanti della vita, ma quando impedisce di affrontarle non deve essere sottovalutata. Chiedere aiuto è il primo passo per ritrovare fiducia nelle proprie capacità e tornare a guardare alle prove come opportunità di crescita, e non come ostacoli insormontabili.
