In evidenza

20/11/2025
Psichiatri, ‘omicidio-suicidio evento non così raro’
Storicamente, gli omicidi-suicidio si sono verificati in numerose occasioni e possono avere cause molto diverse". Così Guido Di Sciascio, presidente della Società Italiana di Psichiatria (Sip), ha commentato all'ANSA gli ultimi fatti di cronaca avvenuti in Salento, dove madre e figlio sono stati trovati morti, facendo ipotizzare un omicidio-suicidio.
17/11/2025
Dalla depressione alla schizofrenia: le risposte della «psichiatria di precisione»
Dal 30% al 60% dei pazienti presenta resistenza ai trattamenti: la possibile risposta è nell’integrazione tra farmacoterapia, psicoterapia, strumenti tecnologici e strategie di personalizzazione basate su biomarcatori e profili clinici specifici
12/11/2025
Vita (SIP): “La salute mentale non può essere gestita solo nell’emergenza. Servono risorse, continuità di cura e informazione corretta”
Ospite a Elisir su Rai3, il prof. Antonio Vita, presidente eletto della Società Italiana di Psichiatria, ha affrontato con chiarezza e competenza un tema spesso strumentalizzato: il rapporto tra disagio psichico e sicurezza.
11/11/2025
Cresce la spesa farmaceutica in Italia: +2,8% in un anno. Ma preoccupano i dati sugli psicofarmaci nei minori.
Il servizio del TG1 ha acceso i riflettori su un trend che merita attenzione: secondo l’ultimo rapporto AIFA, in meno di dieci anni il consumo di psicofarmaci tra i minori è triplicato — da 20 a oltre 59 confezioni ogni mille bambini.
08/11/2025
PTSD, fino al 5% della popolazione mondiale colpita La SIP: percorsi ‘trauma-informed’ nei servizi, priorità anche in Italia
Sempre più studi mostrano la trasmissione intergenerazionale del trauma, con effetti su donne, bambini e migranti. Gli esperti chiedono percorsi specifici e approcci integrati nei DSM. In corso a Bari il 50° Congresso della Società Italiana di Psichiatria (SIP). Al centro dell’attenzione oggi la guerra, il trauma individuale e le ferite che si trasmettono tra generazioni.
20/10/2025
‘Flashbulb’ memory: i ricordi indelebili del trauma in Israele e a Gaza
Hanno vissuto l’attacco, hanno visto morire amici, colleghi, persone care. Hanno temuto ogni giorno per la propria vita. Per due anni sono rimasti in prigionia, rinchiusi in bunker sotterranei, senza luce, senza cibo sufficiente, con la paura costante di morire.