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10/10/2025Giornata Mondiale della Salute Mentale, “È solo stress”: quel pregiudizio invisibile che grava sulle donne
In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, scopriamo con la Professoressa Dell’Osso, psichiatra, perché le donne sono vittime di un pregiudizio invisibile
Io Donna, articolo di Angela Cotticelli
La salute mentale è un tema sempre più all’ordine del giorno. I disturbi mentali, infatti, interessano oltre 16 milioni di italiani. Giovani e anziani i più colpiti, ma sono le donne ad essere schiacciate sotto il peso di un pregiudizio invisibile. In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale, che si celebra il 10 ottobre, scopriamo con la Professoressa Liliana Dell’Osso, presidente della Società italiana di psichiatria e docente di Psichiatria all’Università di Pisa, cosa si può (e si deve) fare.
Il pregiudizio invisibile nella salute mentale delle donne
«Nella medicina, e in particolare nella psichiatria, le differenze di genere continuano a influenzare il modo in cui vengono ascoltate, interpretate e curate le persone. È un fenomeno sottile, spesso non intenzionale, ma molto diffuso. Si chiama bias implicito di genere. Significa che, in modo automatico e inconsapevole, anche i professionisti della salute possono dare più credito alla sofferenza di un uomo rispetto a quella di una donna, oppure etichettare come esagerate o “isteriche” alcune manifestazioni emotive tipicamente femminili. Il risultato? Diagnosi più tardive, cure meno mirate e, in alcuni casi, vere e proprie forme di esclusione clinica», lancia l’allarme la Professoressa Dell’Osso.
“È solo stress”: quando il dolore delle donne non viene creduto
«Ancora oggi, la sofferenza delle donne viene spesso accolta con sospetto, sottovalutata o interpretata come “esagerazione”. È un fenomeno sottile, che agisce senza che ce ne accorgiamo. Ma fa danni concreti. Si rischia non solo di invalidare l’esperienza soggettiva della paziente, ma anche di favorire il perpetuarsi della violenza stessa, lasciando le donne senza una risposta di cura adeguata. Combattere i pregiudizi nella salute mentale non significa solo aggiornare i manuali diagnostici, ma anche guardare con occhi nuovi il modo in cui la sofferenza si esprime e viene accolta nelle donne. Quando una donna racconta una storia di violenza, il trauma può renderla confusa, contraddittoria, frammentata. Proprio per questo, però, la sua testimonianza viene a volte considerata poco attendibile.Come se il trauma, invece di suscitare cura, generasse ancora diffidenza. È il paradosso più crudele», continua l’esperta.
Salute mentale: il gap di genere
«Nella nostra cultura, il pregiudizio di genere non risparmia neanche la medicina. Le malattie sono studiate, ed insegnate, nella tipica presentazione maschile. Specialmente in ambito psichiatrico vi è talora una tendenza a minimizzare, se non stigmatizzare, i quadri sintomatologici a prevalenza femminile. A monte di queste distorsioni vi è spesso una ricerca clinica costruita su modelli maschili. Con una conseguente medicalizzazione delle differenze di genere come devianza dalla norma.

