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Come stanno cambiando i bisogni di salute mentale? Quali modelli organizzativi stanno funzionando nelle diverse Regioni italiane? Come garantire accesso alle cure, continuità assistenziale e sostenibilità dei servizi in un contesto sociale sempre più complesso?
Sono alcune delle domande al centro della Conferenza delle Sezioni Regionali della Società Italiana di Psichiatria, un appuntamento che offrirà agli specialisti l’opportunità di confrontarsi sulle esperienze territoriali, sulle novità organizzative e normative e sulle prospettive future della disciplina.
La salute mentale rappresenta oggi una delle principali sfide sanitarie, sociali ed economiche del Paese. È da questa consapevolezza che nasce la Conferenza delle Sezioni Regionali della Società Italiana di Psichiatria, in programma a Roma il 18 e 19 giugno 2026, che riunirà professionisti provenienti da tutta Italia per discutere le principali criticità e opportunità che attendono i servizi di salute mentale nei prossimi anni. L’incontro rappresenta un’occasione concreta di aggiornamento e confronto tra realtà territoriali diverse, chiamate ogni giorno a rispondere a bisogni sempre più complessi e in continua evoluzione.
«La salute mentale rappresenta una delle principali sfide sanitarie, sociali ed economiche del nostro tempo», spiega Moreno De Rossi, coordinatore scientifico dell’evento. «L’evoluzione dei bisogni di salute della popolazione impone una riflessione profonda sui modelli organizzativi, sull’accesso alle cure e sulla sostenibilità dei servizi. Il congresso vuole offrire uno spazio di confronto sul futuro della salute mentale, analizzando opportunità e criticità legate ai cambiamenti in atto e all’integrazione dei servizi nelle diverse realtà regionali. Particolare attenzione sarà dedicata all’accesso equo e tempestivo alle cure e allo sviluppo di modelli di presa in carico integrata e continuativa, capaci di rispondere alla complessità dei bisogni lungo tutto l’arco della vita».
Tra i temi al centro della Conferenza figurano l’innovazione dei servizi territoriali, il ruolo della tecnologia nella cura della salute mentale, la diffusione della cultura della salute mentale (mental health literacy) come strumento di prevenzione, la gestione delle emergenze psichiatriche, il rapporto tra salute mentale e mondo digitale, le nuove sfide della ricerca e dell’assistenza psichiatrica e i cambiamenti introdotti dalle recenti evoluzioni normative.
Un focus specifico sarà dedicato alle nuove vulnerabilità che emergono nelle fasce più giovani della popolazione. Dall’ADHD nell’adulto ai disturbi del neurosviluppo, dalle problematiche legate all’utilizzo delle tecnologie digitali ai percorsi di transizione tra adolescenza ed età adulta, il congresso affronterà alcuni dei temi più rilevanti per la psichiatria contemporanea.
«Particolare attenzione sarà riservata alla salute mentale in età adolescenziale, con approfondimenti sulla prevenzione, sull’identificazione precoce del disagio psicologico e sui percorsi di transizione dall’adolescenza all’età adulta, un nodo cruciale per garantire continuità delle cure», sottolinea Paola Calò, coordinatrice scientifica dell’evento. «Il congresso esplorerà inoltre il tema della sostenibilità dei servizi, analizzando l’impatto delle innovazioni organizzative, digitali e terapeutiche e valorizzando le migliori esperienze regionali. Affronteremo anche lo stato dell’arte dei trattamenti farmacologici della schizofrenia, dei disturbi dell’umore, dei disturbi d’ansia e del sonno, oltre alle interconnessioni tra salute mentale e giustizia, con particolare attenzione ai percorsi di cura in ambito penale e alle strategie di inclusione sociale».
Tra le sessioni in programma trovano spazio anche temi di grande attualità come la gestione dell’urgenza ed emergenza psichiatrica in gravidanza, la depressione resistente al trattamento, il Trattamento Sanitario Obbligatorio alla luce della recente sentenza n. 76/2025 della Corte Costituzionale, il rapporto tra psichiatria e sistema giudiziario, la sicurezza degli operatori e la presa in carico degli autori di reato.
Attraverso il contributo di professionisti provenienti da tutta Italia, la Conferenza delle Sezioni Regionali SIP si propone di rafforzare il dialogo tra le diverse realtà territoriali e di promuovere una visione condivisa, innovativa e orientata al futuro della salute mentale, favorendo lo scambio di esperienze e la diffusione di modelli organizzativi e assistenziali efficaci nelle diverse realtà regionali.
